Randazzo in Fiore 2019 – Il Giardino biodiverso e il giardino senz’acqua.

Randazzo in Fiore 2019

Descrizione dettagliata

Il progetto ha trasformato temporaneamente Piazza della Basilica in uno giardino ellittico diviso da un percorso sinuoso che crea due ecosistemi distinti ma complementari, visibili chiaramente nelle immagini dall’alto dove la forma ricorda davvero lo yin-yang. 

Questo sentiero pedonale, realizzato con materiali naturali, non è solo un elemento estetico ma funzionale: permette ai visitatori di attraversare il giardino, di fermarsi ad annusare i profumi, di osservare da vicino le diverse texture fogliari e di vivere un’esperienza sensoriale completa che trasforma la visita da osservazione passiva a esplorazione attiva.

Inoltre, è stato previsto un allestimento di piante della tradizione iconografica ricche di simbologia all’interno di una piccola sala ad “incorniciare” una parete scura nella quale veniva proiettata  “La bellezza dentro una cornice” a cura di Giusy Denise Bonascia: un excursus audiovisivo che racconta piante e fiori nella storia dell’arte.

Esigenze del cliente

Randazzo in Fiore 2019 aveva bisogno di un progetto che andasse oltre la semplice decorazione floreale.

Gli organizzatori volevano sensibilizzare cittadini e visitatori sui temi ambientali attuali: come possiamo continuare ad avere giardini e spazi verdi belli quando l’acqua scarseggia e il clima cambia?

Il progetto doveva essere educativo ma anche emozionante, capace di parlare a tutti – dai bambini agli adulti – e mostrare soluzioni pratiche applicabili negli spazi privati e pubblici.

Concept progettuale

L’idea centrale è quella dell’equilibrio, rappresentata dalla forma ellittica del giardino che ricorda il simbolo yin-yang. Due “gocce” complementari che si abbracciano, divise da un percorso sinuoso percorribile a piedi che permette ai visitatori di immergersi letteralmente nel giardino, camminando in mezzo ai due giardini, tra le piante e scoprendone da vicino profumi, texture e colori.

Da un lato il “Giardino Biodiverso” che celebra la ricchezza e la resilienza delle piante mediterranee, dall’altro il “Giardino Senza Acqua” che dimostra come la bellezza possa esistere anche nella semplicità, nel minimalismo e con poche risorse. Il sentiero serpeggiante invita alla scoperta lenta e contemplativa, trasformando la visita in un’esperienza sensoriale completa.

La scelta di usare materiali locali come pietra lavica,  lapillo vulcanico e sabbia lega il progetto al territorio etneo.

All’interno di un locale interno prossimo al giardino è stato creato un piccolo allestimento di “piante del passato” per fare da cornice alla proiezione audiovisiva intitolata La bellezza dentro la cornice” che fa un excursus storico-botanico degli artisti che celebrano la natura, mostrando come i fiori abbiano sempre accompagnato l’arte e la spiritualità umana.

Le fasi del lavoro

Il progetto è iniziato nelle settimane precedenti l’evento con una fase di progettazione dettagliata che ha previsto il rilievo dello spazio disponibile e la definizione del layout curvilineo.

La selezione delle specie vegetali è stata curata nei mesi antecedenti, direttamente nei vivai specializzati per farsi trovare pronti al momento dell’allestimento.

Nei giorni immediatamente precedenti, è iniziata la preparazione del sito con la delimitazione delle aree, la posa delle bordure in pietra e la preparazione delle superfici differenziate per le due sezioni.

L’allestimento vero e proprio si è svolto in 3 giorni intensivi: posizionamento delle piante strutturanti, creazione del percorso pedonale sinuoso, messa a dimora delle specie complementari secondo il progetto paesaggistico, installazione del sistema di irrigazione a goccia e posa della pacciamatura naturale.

Parallelamente è stato allestito lo spazio espositivo interno con le “piante del passato” e l’installazione audiovisiva.

Il giardino è rimasto in perfetto stato per le due settimane dell’evento (1-2 giugno e 7-8 giugno 2019), con monitoraggio quotidiano, cura e gestione ordinaria. Al termine della manifestazione, le piante sono state recuperate e ricollocate in giardini permanenti, mentre l’esperienza acquisita è stata documentata per future applicazioni.

I risultati ottenuti

Il giardino ha dimostrato che sostenibilità e bellezza vanno a braccetto. Durante l’estate, mentre altri spazi verdi richiedono irrigazioni quotidiane, le nostre piante sono rimaste rigogliose con pochissima acqua.

I visitatori hanno scoperto profumi e colori che non conoscevano, molti hanno chiesto consigli per replicare queste soluzioni nei loro giardini. L’aspetto più gratificante è stato vedere bambini e adulti fermarsi a osservare gli insetti che visitano i fiori, scoprendo dal vivo come un giardino possa diventare un piccolo ecosistema urbano.

Il percorso interno ha permesso un’esperienza immersiva unica, con i visitatori che camminavano letteralmente dentro il giardino, toccando le foglie argentate dell’elicriso e respirando i profumi delle erbe aromatiche. L’allestimento culturale ha sorpreso per la sua capacità di far dialogare arte e natura, creando un’esperienza completa che ha arricchito la manifestazione. Il progetto ha dimostrato come interventi temporanei possano trasformare efficacemente la percezione di uno spazio urbano che durante il resto dell’anno è destinato al parcheggio delle automobili e caratterizzato da intenso traffico veicolare, restituendo temporaneamente alla comunità un’oasi di verde e tranquillità nel cuore del centro storico.

Dettagli tecnici o particolarità

Il cuore del progetto risiede nell’intelligente utilizzo delle risorse naturali del territorio etneo. Nell’emisfero “Giardino Biodiverso” crescono le protagoniste della macchia mediterranea siciliana: la ginestra dei carbonai (Spartium junceum) con i suoi fiori gialli che profumano di miele in contrasto con la valeriana rossa (Centranthus ruber) in mezzo alle rocce laviche dell’Etna simulando il comportamento di queste piante pioniere che sbucano dalle “sciare” etnee; l’elicriso con le sue foglie color argento che mantengono il profumo anche da secche.

Accanto a queste, le colture agrarie come la vite che ricordano la vocazione agricola e il legame con il territorio, piante aromatiche mediterranee come il rosmarino, timo e origano che crescono spontanei e regalano profumi intensi. Questo non è solo un giardino ornamentale, ma un piccolo laboratorio di biodiversità che ricrea i paesaggi agrari e naturali etnei.

L’emisfero “Giardino Senza Acqua” rappresenta il dry garden (giardino secco), in altri termini l’applicazione dello Xeriscaping (neologismo derivante dall’unione di due termini, dal greco xeros=”asciutto” unito al termine iinglese landscaping gestione del paesaggio), un metodo di approccio alla gestione del terreno e del paesaggio che consente di risparmiare acqua. Sono state utilizzate piante succulente, graminacee ornamentali, xerofite (“piante amiche del secco”), alofite (“piante amiche del sale”), ecc. che hanno sviluppato straordinarie capacità di sopravvivenza con poche risorse disponibili. Queste piante, oltre a mantenere i loro caratteri estetici tutto l’anno grazie alla loro struttura e forma naturale, in alcuni casi dati alla propria staticità (es. Cactaceae) in altri alla propria dinamicità (Graminacee o Poacee),  richiedono poche cure e irrigazioni sporadiche.

L’allestimento culturale interno ha creato un’esperienza unica. Piante come il garofano (dal greco significa “fiore degli dei”). Una leggenda narra che nacque da un capriccio di Diana, la dea della caccia, innamorata di un pastore, ma impossibilitata a unirsi a lui perché votata alla verginità. Per non perdere il suo amato, gli strappò gli occhi e li gettò nel prato dove nacquero i garofani bianchi. In una leggenda cristiana sono le lacrime di Maria simbolo della passione divina nell’arte cristiana), il mughetto (purezza mariana; secondo una leggenda cristiana sarebbero nati dalle lacrime della madonna sparse ai piedi della croce, per questa ragione con il loro colore verginale simboleggiano la purezza) e, la violacciocca (fedeltà spirituale), ecc. sono state presentate con cartellini che ne spiegavano il significato simbolico, mentre sullo schermo venivano raccontati attraverso lo scorrere delle immagine e l’audio di una esperta in beni culturali i capolavori dell’arte europea dal Medioevo a oggi.

La proiezione “La bellezza dentro una cornice” ha mostrato come i più grandi artisti – da Van Eyck a Botticelli, da Arcimboldo agli Impressionisti – abbiano sempre celebrato la natura nei loro dipinti, documentando specie botaniche e creando un ponte ideale tra arte, spiritualità e botanica.
L’esperienza ha dimostrato che è possibile creare giardini urbani che rispettino l’ambiente, valorizzano la biodiversità locale e offrano bellezza e benessere ai cittadini, rappresentando un modello replicabile per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo.


Seguici su:

Affidati a noi e realizzeremo insieme l’ambiente che desideri da tempo

Cogli l’opportunità di essere circondato dal verde. Noi coglieremo una grande sfida nel dare vita alle tue esigenze.

servizio

Consulenza

Offriamo la possibilità di avere un supporto professionale e qualificato su qualsiasi aspetto per migliorare l’attuale situazione del tuo ambiente.

servizio

Progettazione, realizzazione e gestione

Possiamo offrire con cura e attenzione ai dettagli la realizzazione di ambienti che soddisfano le tue esigenze specifiche che promuovono il benessere e la bellezza naturale.

servizio

Didattica

È pensato per offrire un programma educativo, divulgativo e formativo incentrato sul verde e sull’ambiente per scuole, imprese associazioni ed enti pubblici.

Lavori che potresti vedere!

error: