Descrizione dettagliata:
Considerata la notevole rilevanza storico-architettonica dell’area oggetto di intervento, sarebbe irrispettoso non fare una premessa sul contesto storico del luogo. La Chiesa di San Nicola è la più grande della Diocesi di Acireale, risale al XIII secolo e ha un importante valore storico, avendo ospitato tre volte il Generale Parlamento del Regno sotto i Re Aragonesi. La Via degli Archi, caratterizzata da quattro archi in pietra lavica a distanza regolare e una finestra bifora, è un esempio eccezionale dell’architettura aragonese in Sicilia, è stata progettata probabilmente come ingresso d’onore per i nobili diretti alla Chiesa per le riunioni parlamentari.

Il progetto di riqualificazione ha interessato tre aree distinte:
- L’aiuola sottostante il campanile
- I giardinetti della Via degli Archi
- L’area posteriore della Chiesa di San Nicola
L’aiuola sottostante il campanile è stata concepita come un giardino mediterraneo, dove il rosmarino strisciante crea un tappeto vegetale profumato, cespugli di ligustro variegato per dare un tocco di colore tutto l’anno e rose per arricchire di profumi e colori la stagione primaverile-estiva. La scelta della pacciamatura in lapillo vulcanico rosso, posato sotto il telo, non solo riduce la manutenzione e l’evaporazione dell’acqua, ma crea un efficace richiamo alla lava dell’Etna e si sposa perfettamente con i colori del campanile.

I giardinetti della suggestiva Via degli Archi sono stati impreziositi dall’impianto di circa 400 piante di Agapanthus, disposte seguendo le rigide forme geometriche dettate dalla conformazione delle aiuole. Grazie all’ondeggiamento offerto dalla leggerezza della struttura dei fiori di Agapanthus accarezzati dal vento, siamo riusciti a “spezzare” tale rigidezza geometrica donando movimento ed eleganza. Dunque, la disposizione molto ravvicinata delle piante crea una massa vegetale compatta che, grazie agli steli fiorali alti genera un suggestivo effetto ondeggiante. Inoltre, grazie alla disposizione molto compatta e alla loro colorazione bianca (simbolo di purezza) siamo riusciti a creare un effetto visivo spettacolare che valorizza uno degli angoli più belli della cittadina medievale.

La scelta della varietà a fiore bianco (simbolo di purezza) contribuisce a esaltare le linee architettoniche, crea un efficace contrasto con la pietra lavica degli archi e, quindi, un effetto visivo interessante che valorizza uno degli angoli più belli della cittadina medievale.

Il nome Agapanthus deriva dal greco agàpe, che significa amore, e ànthos, cioè fiore.
Per questo solitamente è a pieno titolo un fiore dell’amore. Ma non è però il suo solo significato e non lo è stato inteso solo così in questa nostra realizzazione.
Infatti, soprattutto nel suo paese d’origine, è inteso come simbolo di classe e di eleganza, ed è soprattutto, questo il motivo della scelta e del suo inserimento in questo giardino.

Il lato posteriore della Chiesa, che purtroppo si trovava in un indegno stato di abbandono e degrado (presenza di rifiuti abbandonati, rovi, sterpaglie ecc.) è stato ripulito e, riqualificato mediante la posa di di ciottoli, camminamenti in pietra e sedute, per restituire decoro all’area e favorire la fruizione. Per arricchire il valore estetico dell’area sono state messe a dimora piante di edera di forme particolari (piramidali, circolari, rampicanti ecc.) e diverse piante sciafile (amiche dell’ombra) adatte al luogo caratterizzato dalla scarsa esposizione alla luce solare. Tra queste piante tolleranti l’ombra c’è la Bergenia crassifolia, chiamata denominata il “Fiore di San Giuseppe”, in quanto la sua fioritura si verifica intorno al 19 marzo, il giorno in cui si celebra il santo che è il patrono della Città di Randazzo, e quindi, la sua presenza ha anche un valore simbolico. Inoltre, si tratta di una pianta molto apprezzata per la precoce fioritura (gennaio-aprile), per le foglie sempreverdi e grandi che la rendono adatta a coprire il suolo.



Esigenze del cliente:
Il progetto nasce dall’esigenza del committente di restituire dignità e fruibilità a spazi verdi storici in stato di degrado, garantendo al contempo la valorizzazione del patrimonio architettonico medievale, nel rispetto della rilevanza storica della Chiesa di San Nicola e di Via degli Archi.
Gli obiettivi principali della progettazione e sistemazione del verde sono stati:
carattere storico del luogo, garantisse una manutenzione sostenibile e creasse spazi di qualità per la comunità locale.
- Recuperare e riqualificare aree in stato di abbandono e degrado
- Valorizzare il patrimonio storico-architettonico
- Migliorare l’estetica e garantire l’accessibilità e la fruibilità dello spazio pubblico
- Assicurare la sostenibilità economica ed ambientale del progetto anche in ottica di gestione futura.
Concept progettuale:
Il progetto si basa su uno stile mediterraneo, con l’utilizzo di piante tolleranti ai principali stress e materiali naturali locali. Il progetto si fonda sulla creazione di un dialogo armonioso tra architettura storica e il verde urbano. L’approccio progettuale ha privilegiato l’utilizzo di materiali locali comeil lapillo vulcanico dell’Etna e i ciottoli del fiume Alcantara, integrando il progetto nella storia e cultura locale, di conseguenza, creando un forte legame con il territorio. La scelta delle specie vegetali ha seguito criteri di adattabilità climatica e valenza estetica, con particolare attenzione alla creazione di effetti scenografici che valorizzasse gli elementi architettonici. In particolare, la scelta si è orientata verso piante dall’alto valore estetico e simbolico, come l’Agapanthus, che con i suoi fiori bianchi rappresenta purezza ed eleganza.
La geometria delle aiuole viene mantenuta per assecondare i ritmi e le proporzioni dell’architettura medievale, mentre la disposizione della vegetazione introduce elementi di movimento che ammorbidiscono la rigidità delle forme costruite.
Il progetto si basa su tre principi fondamentali:
- Rispetto del contesto storico attraverso uno studio approfondito dell’architettura locale
- Utilizzo di materiali simbolo del territorio (lapillo vulcanico, ciottoli di fiume)
- Creazione di contrasti cromatici e texturali che richiamano gli elementi naturali caratteristici del luogo: Etna e fiume Alcantara
Le fasi del lavoro:
- Rilievo e Analisi preliminare: è stato eseguito un sopralluogo per rilevare lo stato di fatto e per individuare le specie vegetali esistenti. Successivamente, è seguito lo Studio e analisi del contesto storico e architettonico, definizione dei materiali e delle forme geometriche per le aiuole.
- Progettazione delle aree verdi: la fase progettuale ha visto la redazione di elaborati tecnici dettagliati per ogni area di intervento.
- Pulizia e bonifica dell’area: rimozione di rifiuti e vegetazione infestante nelle aree in stato di degrado.
- Realizzazione delle aiuole: creazione delle aiuole con preparazione del terreno, posa del telo pacciamante, del lapillo vulcanico, dei ciottoli di fiume e delle lastre in pietra lavica per la realizzazione di percorsi e camminamenti, disposizione e messa a dimora delle piante.
- Programma di gestione periodica: elaborazione di un cronoprogramma di gestione e cura periodica delle aree verdi per garantire la sostenibilità del progetto nel tempo.

I risultati ottenuti:
Il progetto ha conseguito una piena integrazione tra gli elementi vegetali e il contesto storico-architettonico restituendo splendore a uno degli angoli più suggestivi di Randazzo, valorizzando le bellezze architettoniche medievali e restituendo dignità agli spazi circostanti la Chiesa di San Nicola. La riqualificazione di questi spazi verdi ci ha permesso di valorizzare e mettere in risalto le bellezze architettoniche della cittadina medievale utilizzando materiali che sono simbolo del territorio. Le scelte estetiche hanno contribuito a valorizzare le visuali principali, mettendo in risalto gli scorci più suggestivi, creando un ambiente armonioso e piacevole, migliorando l’attrattiva turistica della zona e offrendo ai residenti uno spazio decoroso e fruibile.
In modo particolare il recupero dell’area degradata sul retro della chiesa ha permesso di restituire alla comunità uno spazio decoroso e funzionale che prima versava in uno stato di abbandono ed ovviamente non poteva essere utilizzato.

Dettagli tecnici o particolarità:
Materiali inerti:
- Lapillo vulcanico rosso
- Ciottoli di fiume
- Lastre in pietra lavica
Sistema di pacciamatura:
Telo pacciamante in polipropilene (110 gr/mq)
Strato di lapillo vulcanico (spessore 5 cm)
Principali piante utilizzate:
- Agapanthus sp.
- Ligustrum sp.
- Rosmarinus officinalis ‘Prostratus’
- Hedera sp. (diverse varietà)
- Camelia japonica
- Sempervivum tectorum
- Bergenia crassifolia
- ecc.
Nella scelta dei materiali ci teniamo a menzionare il contrasto tra i ciottoli di fiume e lo spezzato lavico che richiamano gli elementi naturali simbolo del territorio: il Fiume Alcantara e il vulcano Etna.
La scelta di Agapanthus a fioritura bianca, con la sua disposizione compatta e il significato di purezza ed eleganza, ha permesso di dare un effetto visivo interessante.
Infine, le piante sciafile e le edere ornamentali utilizzate nell’area posteriore della Chiesa sono state selezionate per adattarsi alla scarsa illuminazione, garantendo al contempo un impatto estetico di pregio.